GUIDO NERI, UN MARINAIO CON LA NOVE COLLI NEL CUORE

GUIDO NERI, UN MARINAIO CON LA NOVE COLLI NEL CUORE

Guido Neri è nato nel 1954 e dentro alle sue vene scorrono due anime: da una parte il mare e la pesca che sono da sempre il suo lavoro, dall’altra la Nove Colli che da 35 anni abbondanti gli occupa ogni momento libero. La passione che scorre dentro di lui è qualcosa che si sente nell’aria appena apre bocca. 

«La Nove Colli per me è come una missione e lavoro per la buona riuscita della corsa praticamente tutto l’anno, mi riposo solo le prime due settimane dopo la corsa ma già la domenica sera quando stanno arrivando gli ultimi la mia testa pensa all’edizione successiva. Mi occupo di tutta la parte logistica e anche diciamo “coreografica” con le transenne, “le americane”, gli impianti, l’allestimento dell’Agip. Diciamo che il mio lavoro è fare in modo che tutte queste cose vadano lisce»

Il sentimento che traspare in ogni frase di Guido è l’orgoglio di far parte di questa grande festa collettiva dello sport. 
«Quando ero più giovane ho corso quattro o cinque Nove Colli perché la bicicletta è sempre stata una delle mie grandi passioni ma essere un volontario e avere addosso questa responsabilità è una cosa che mi piace molto. Sono fiero e orgoglioso di quello che facciamo una volta all’anno a Cesenatico e mi emoziono sempre quando qualche cicloamatore che arriva da lontano mi chiede “ma come fate a fare tutto questo?”. La Nove Colli vive della passione di chi la corre e di chi la organizza, delle nostre giornate libere, della fatica che viene tutta completamente ripagata dalla gioia di quelli che arrivano al traguardo». 

E se qualcuno gli chiede cosa ama della Granfondo, Guido diventa un fiume in piena. «La Nove Colli fa succedere i miracoli, come qualche anno fa quando alla partenza diluviava e poi il sole cominciò a illuminare piano piano tutto il percorso. Le scene più divertenti sono sempre quelle delle mogli o dei mariti che arrivano in segreteria a cercare i loro partner “mio marito mi ha detto che sarebbe arrivato alle 14…”, e li vedi camminare nervosamente. La Nove Colli è imprevedibili e i ristori sono così belli che è impossibile non fermarsi». Parola di Guido Neri.

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